Siamo nel contesto urbano di una città di piccole dimensioni, dal centro storico ricco di testimonianze architettoniche del passato.
Una coppia di mezza età decide di acquistare una nuova casa. Desiderano un'abitazione in un contesto "storico". Dopo varie ricerche, trovano un'opportunità che reputano interessante: un appartamento mansardato, ricavato negli anni '70 da una soffitta, posto all'ultimo piano di un palazzo del centro, con circa 110 mq netti.
L'immobile è "affascinante". Il palazzo, con oltre 400 anni di storia, ha attraversato secoli lasciando visibili tracce architettoniche di diverse epoche. Il contesto urbano, la posizione centrale e la storicità dell'edificio lo rendono indubbiamente attraente.
Con l'assistenza di un'agenzia immobiliare di fiducia, la coppia decide di procedere. L'agenzia recupera una visura catastale, una planimetria e l'ultimo titolo edilizio disponibile, poi fa firmare un preliminare di compravendita tra le parti, sulla base della cifra concordata.
Naturalmente, i futuri proprietari desiderano adattare l'appartamento alle proprie esigenze: rinnovare le finiture, intervenire sul tetto, e riorganizzare alcuni spazi. Dopo il "visto e piaciuto", decidono di acquistare.
Ma è solo dopo il rogito che iniziano le sorprese.
Le scoperte post-acquisto
Dopo aver acquistato l'immobile, l'acquirente si affida a un tecnico per il rilievo e il progetto di ristrutturazione. Stanno facendo ora una valutazione tecnica.
Ma dovevano fare prima valutazione tecnica preventiva. Emergono subito diversi problemi:
In sintesi, quella che sembrava una buona occasione si rivela un'operazione complessa, costosa e frustrante.
Gli errori commessi: cosa è andato storto?
Ripercorrendo il caso, possiamo individuare alcuni errori fondamentali commessi dagli acquirenti:
Cos'è la valutazione tecnica preventiva e perché è indispensabile
La valutazione tecnica preventiva è una fase di analisi approfondita che si svolge prima della firma di qualsiasi contratto vincolante. Si tratta di un'attività professionale svolta da tecnici abilitati (architetti, ingegneri, geometri), che comprende:
Nel caso degli immobili storici, la valutazione tecnica preventiva diventa ancora più centrale: solo una visione integrata e multidisciplinare può restituire un quadro realistico delle condizioni e delle potenzialità dell'immobile.
Le conseguenze del "non sapere"
Le conseguenze della mancanza di una valutazione tecnica preventiva sono numerose e spesso gravi:
Come procedere correttamente: una guida sintetica
Una scelta consapevole è una scelta serena
In sintesi, la valutazione tecnica preventiva non è un costo, ma un investimento. Un piccolo impegno iniziale può evitare problemi molto più onerosi successivamente. Soprattutto nel caso di edifici storici, è fondamentale agire con competenza e cautela, affidandosi a specialisti esperti del settore.
Questa storia è emblematica: ci ricorda quanto sia facile lasciarsi sedurre dal fascino di un immobile d'epoca, e quanto sia altrettanto facile cadere in errori evitabili con un po' di consapevolezza in più.
Approfondimenti consigliati:
Prossimamente: Parte 2 Cosa succede quando le difformità sono gravi? Quali strade sono percorribili per regolarizzare un immobile già acquistato? Come cambia la pianificazione del progetto di ristrutturazione? Ne parleremo nella seconda parte.