Un esempio di danni RCA ad un immobile e come prima di intervenire come tecnico e direttore dei lavori sia necessario affrontare una peria di parte per la definizione dei danni e delle responsabilità.
In una zona industriale, un autoarticolato, dopo aver effettuato il carico delle merci presso il piazzale di carico-scarico di un edificio produttivo, durante la manovra di uscita dallo stabilimento urta violentemente il cancello carraio e la recinzione in muratura che delimita la proprietà. Il mezzo pesante, lungo diversi metri, non presenta danni evidenti. La recinzione, al contrario, appare gravemente compromessa: per oltre dieci metri risulta abbattuta, con parti pericolanti e detriti sparsi. Anche il cancello in metallo, della lunghezza di sei metri, mostra segni evidenti di deformazione e danneggiamento.
Il danneggiato
La proprietà industriale danneggiata si trova improvvisamente di fronte a un problema complesso. I danni sono concreti, visibili e incidono sulla sicurezza e sulla fruibilità dell'accesso carrabile. Tuttavia, durante il sopralluogo effettuato dal perito assicurativo incaricato dalla compagnia del trasportatore, emerge un problema sostanziale: l'autoarticolato non mostra alcuna traccia visibile d'impatto. Nessuna abrasione, nessuna ammaccatura, nessun indizio utile a collegare con certezza il mezzo ai danni denunciati.
Questo elemento porta la compagnia assicurativa a sollevare dubbi sulla veridicità della ricostruzione dei fatti. In assenza di riscontri oggettivi sul veicolo, la dinamica dell'incidente narrata appare, a loro giudizio, poco credibile. Di conseguenza, l'assicurazione decide di non riconoscere il danno, negando ogni responsabilità del proprio assicurato.
Conseguenze e reazione
La ditta proprietaria dell'immobile si trova in difficoltà. I costi per il ripristino della recinzione e del cancello sono rilevanti, e l'accesso parzialmente compromesso ostacola le normali attività logistiche dell'impresa. Tuttavia, non dispone di strumenti legali o tecnici per controbattere efficacemente la valutazione del perito assicurativo.
A questo punto, prima di intraprendere un'azione legale lunga, costosa e incerta, la proprietà decide di rivolgersi a un tecnico di fiducia, incaricandolo come Consulente Tecnico di Parte (CTP). Questa figura professionale, con competenze specifiche in ambito edilizio e una formazione nella lettura dei danni e nella ricostruzione delle dinamiche, assume un ruolo centrale nella gestione del caso.
Il ruolo del CTP
Il Consulente Tecnico di Parte effettua un sopralluogo dettagliato, analizzando ogni traccia lasciata dall'incidente. Studia la posizione dei danni sulla recinzione, valuta la direzione e la dinamica delle deformazioni, osserva le piegature e le rotture degli elementi in metallo della balaustra, e analizza i danni subiti dal cancello.
Con competenza e metodo, ricostruisce la probabile traiettoria dell'autoarticolato durante la manovra di uscita. Attraverso fotografie, rilievi e misurazioni, il tecnico dimostra che l'impatto è avvenuto in corrispondenza di una specifica porzione del mezzo, collocata in una zona che, per caratteristiche costruttive, non avrebbe necessariamente subito danni visibili. Questo dettaglio risulta decisivo: non tutte le collisioni provocano segni evidenti, specialmente quando le superfici coinvolte sono strutturalmente robuste o protette da elementi secondari.
La relazione tecnica prodotta dal CTP è articolata, documentata e corredata da fotografie, schemi e valutazioni economiche. Viene identificata con precisione la dinamica del sinistro, la corrispondenza tra i danni riportati dalla recinzione e le geometrie del veicolo, e viene stimato il valore del ripristino a regola d'arte delle parti danneggiate.
Il risultato finale
Grazie all'intervento del Consulente Tecnico di Parte, la ditta danneggiata può finalmente far valere in modo tecnico e documentato le proprie ragioni. La relazione viene condivisa con la compagnia assicurativa, che, alla luce delle nuove evidenze, rivaluta la propria posizione iniziale. Il confronto, questa volta, non si basa su impressioni visive ma su un'analisi tecnica oggettiva, supportata da dati concreti.
Il caso si risolve in via stragiudiziale. La compagnia riconosce la responsabilità del proprio assicurato e si apre la strada a un risarcimento equo. La ditta danneggiata evita così il ricorso a un'azione legale, che avrebbe comportato lunghi tempi di attesa, costi legali elevati e un carico di incertezza notevole.
Conclusioni
Questo episodio evidenzia in modo chiaro il valore e il ruolo del Consulente Tecnico di Parte nella gestione dei sinistri complessi. In situazioni in cui la responsabilità non è immediatamente evidente, oppure dove le assicurazioni sollevano dubbi legittimi ma non risolutivi, l'intervento di un CTP può fare la differenza tra una causa persa in partenza e un risarcimento ottenuto con metodo e competenza.
Un CTP esperto non solo fornisce una lettura tecnica del danno, ma accompagna il danneggiato in un percorso di chiarezza, documentazione e negoziazione efficace. Il suo compenso, spesso modesto rispetto al valore del danno, rappresenta un investimento intelligente, soprattutto quando si riesce a evitare una battaglia legale lunga e costosa.
In definitiva, quando ci si trova di fronte a un danno incerto o contestato, prima di arrendersi o ricorrere subito a un avvocato, è sempre utile consultare un tecnico di parte: la verità, a volte, si nasconde proprio nei dettagli.In zona industriale un auto articolato dopo aver caricato merci sul piazzale di carico-scarico di un edificio industriale, nella manovra di uscita urta il cancello carraio e la recinzione in muratura dell’immobile. L’autoarticolato non mostra danni evidenti, la recinzione invece è distrutta e pericolante per oltre 10 metri I danni sono evidenti anche al cancello di 6 metri.