In un giorno qualunque, come tanti altri, in un centro benessere della provincia italiana si è consumato un evento improvviso quanto devastante. Le fiamme, originate molto probabilmente da un corto circuito verificatosi all’interno di una doccia solare, si sono propagate con sorprendente velocità, nonostante il tentativo di domarle tempestivamente mediante l’utilizzo degli estintori presenti nei locali. In pochi minuti, il fuoco ha incenerito un’intera ala della struttura.
Il ruolo chiave del pronto intervento
Solo l’intervento rapido e coordinato dei Vigili del Fuoco ha impedito che l’incendio si estendesse al resto dell’edificio. Il bilancio? Circa 50 metri quadrati completamente compromessi, un danno stimato intorno ai 120.000 euro. Le fiamme hanno distrutto attrezzature, controsoffitti, pareti in cartongesso, impianti elettrici e idraulici, deformando i serramenti in alluminio sul prospetto principale. Il calore e i fumi hanno addirittura coinvolto due finestre di un appartamento posto al piano superiore, di proprietà di un terzo soggetto estraneo all’attività: un elemento che ha ulteriormente complicato la gestione del sinistro.
Danni visibili e invisibili
Come spesso accade in questi casi, i danni diretti rappresentano solo una parte del problema. L’intero centro benessere e la contigua profumeria sono stati invasi da fumo denso e fuliggine: pareti e soffitti anneriti, attrezzature inutilizzabili, prodotti invendibili. Un quadro desolante, che ha costretto i titolari a sospendere l’attività con effetto immediato, lasciando i locali in attesa di verifica sulla stabilità strutturale da parte di un tecnico abilitato.
Quando ogni giorno perso è un danno economico
Di fronte a uno scenario così compromesso, i proprietari si sono attivati prontamente, contattando la compagnia assicurativa, la quale ha inviato un perito per la valutazione del danno. Tuttavia, è emerso subito un nodo fondamentale: come accelerare la riapertura dell’attività riducendo al minimo le perdite economiche e organizzative?
È a questo punto che entra in gioco una figura spesso sottovalutata, ma di importanza strategica: il Consulente Tecnico di Parte (CTP).
Perizia per incendio: quando serve il CTP
La scelta di affidarsi a un professionista esterno esperto in perizie, danni assicurativi e ricostruzione si è rivelata vincente. Il CTP ha assunto da subito un ruolo centrale nella gestione del sinistro: ha coordinato le operazioni, assistito i titolari nella raccolta dei documenti, supervisionato le attività per la messa in sicurezza, redatto le relazioni tecniche necessarie e gestito il dialogo con la compagnia assicurativa, garantendo trasparenza e chiarezza.
Il costo del tecnico, spesso percepito come un aggravio in un momento già critico, si è dimostrato un investimento sostenibile. In parte coperto dalla polizza, in parte detraibile fiscalmente, il supporto del CTP ha permesso di contenere i tempi di fermo, ridurre le incertezze e massimizzare il risarcimento.
I vantaggi concreti di avere un CTP al proprio fianco
Un CTP lavora per il proprio committente, non per l’assicurazione. Il suo obiettivo è tutelare gli interessi del danneggiato, con competenza tecnica e visione strategica. Tra i principali vantaggi:
Inoltre, in quanto professionista abilitato, può redigere i documenti tecnici necessari per la richiesta di permessi, autorizzazioni e per la direzione dei lavori di ripristino.
I rischi, spesso sottovalutati, di non avere un CTP
Agire in autonomia, affidandosi solo al proprio buon senso o alla rete di fornitori abituali, può comportare gravi rischi:
In definitiva, il CTP consente una gestione rapida, corretta e consapevole dell’intero iter post-incendio. La sua presenza è sinonimo di maggiore controllo, equità nell’indennizzo, e un ritorno più veloce alla normalità operativa.
Una lezione da ricordare
L’esperienza vissuta nel centro benessere ci insegna quanto sia importante essere preparati, non solo sotto il profilo assicurativo, ma anche in termini di competenze e risorse attivabili in caso di emergenza. L’evento ha evidenziato come una “Perizia per incendio” non si esaurisca in un semplice calcolo di danni, ma richieda una vera e propria regia tecnica, capace di armonizzare esigenze economiche, tempi di intervento e responsabilità professionali.
Conclusione
In uno scenario in cui i sinistri rappresentano un rischio reale e concreto, soprattutto per le piccole e medie imprese del settore benessere e commercio, dotarsi di un supporto qualificato è un passaggio obbligato, non un'opzione. Un Consulente Tecnico di Parte non è solo un tecnico: è un alleato strategico per tutelare il proprio futuro, anche quando le fiamme sembrano averlo compromesso.
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